I nasici

[Risposta ad un corrispondente che mi aveva spedito una serie di articoli firmati da diversi intellettuali, tra cui Alain Finkielkraut, riguardanti alcune discussioni su un soggetto di attualità caro al loro sentire ebraico]

Vi ringrazio per avermi spedito questi articoli, di cui molti mi erano già noti. Lasciatemi dire, tuttavia, che io leggo solo in modo distratto questo pilpoul.*

Tutti questi ebrei di sinistra, di destra o d’altrove mi fanno pensare a quei cercopitechi che si chiamano nasici. Questi sono dotati di una protuberanza nasale particolarmente sgraziata, ricadente, rossa e violacea. Il loro posteriore mantiene gli stessi colori. Queste scimmie e scimmiette dovrebbero ricordarsi di non esporre tali attributi. Ebbene, nei nostri zoo ne fanno ostentazione. Passano il loro tempo fra grida stridenti e bisticci senza fine per disputarsi l’attenzione dei presenti. È francamente curiosa questa frenesia di mettersi in mostra. Bisogna forse dire che attendano che si butti loro delle arachidi? Certamente no. Potrebbe trattarsi fondamentalmente di un inveterato esibizionismo. L’arachide (sempre più arachidi!), mi pare, è solo qualcosa in più.

Voi comprenderete che io non voglia affatto male né agli ebrei né ai nasici. Spero di non essere trattato come un antinasico, come un antisemita o come un nazista perché a mio giudizio non sono affatto belli da vedere né da sentire.

Cordiali saluti.

                         20 ottobre 2003

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* Parola yiddish: discussione estremamente ostinata su un punto di dottrina talmudica; battibecco pedantesco su cavilli.